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Pagina dedicata alle attività con la fondazione: https://besharatfoundation.org/

Con la presente condivido un’altra grande occasione che offriamo come comunità scolastica ai nostri/e alunni/e, a noi stessi, ai genitori e alle persone che intercetteremo nel nostro servizio.

Come istituto, al pari di altre scuole italiane e di vari Paesi, abbiamo accolto l’invito della Fondazione americana Besharat di creare in ogni scuola mostre d’arte per l’educazione alla cittadinanza globale: abbiamo così dato seguito alla generosa donazione della Fondazione (che ringraziamo sentitamente) e stiamo gradualmente allestendo in tutte le scuole dell’istituto le fotografie di grandi interpreti del nostro tempo (Simon Lister, Saro di Bartolo, Hartmut Schwarzbach, David Lazar), che hanno come tema la vita quotidiana di bambini e ragazzi di tante parti del mondo, che ci aiutano ad apprezzare culture differenti dalla nostra, con cui ci accomuna l’umanità di uno sguardo felice, oppure addolorato, oppure pensieroso, oppure concentrato,…

Siamo convinti che ciò, mediato dalle attività didattiche che i docenti progetteranno nei prossimi anni, contribuirà ad accrescere il senso di fraternità, la propensione alla conoscenza che non ha limiti, il desiderio del Bene per chiunque, il senso di cura per chi vive in condizioni disagiate. Questa possibilità è stata offerta e condivisa con le scuole dell’infanzia paritarie dei nostri due territori che di buon grado hanno accettato: segno ulteriore di cooperazione e continuità!

Il prossimo 21 marzo 2022 (data scelta non a caso: Giornata mondiale della poesia e ricorrenza della nascita della Merini e Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale) il dirigente scolastico o la sua prima collaboratrice, le autorità comunali e una rappresentanza di docenti e di bambine/i delle Primarie di Rosciate e di Pedrengo riceveranno simbolicamente, a nome di tutti, i pannelli fotografici donati.

Il Dirigente Scolastico
Luigi Airoldi

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Mostre permanenti per l’educazione alla fraternità e alla cittadinanza globale Questi scatti artistici ci fanno capire come le diversità fisiche e culturali dei vari popoli della Terra siano fonte di bellezza e ricchezza per tutti noi, un passo possibile verso una cittadinanza globale che non vede limiti ma opportunità.
L’Arte a Scuola serve per imparare ad osservare. Se tutti insieme guardiamo vedremo cose diverse, ma cose che ci accomunano, ci stupiscono, ci emozionano e ci avvicinano.

L’Arte scuote la nostra anima, ci aiuta ad esprimere i sentimenti, i pensieri e le idee. L’ Arte permette di conoscere la propria storia e la storia di altri popoli, ci insegna che ogni cultura è ricca di emozioni e tesori e per questo degna di rispetto e conoscenza.
Imprimiamo nella nostra mente e nei nostri cuori, come una fotografia, l’Arte di noi ragazzi, l’Arte di essere amici tra compagni, di essere “uguali” tra “diversi”.

L’Arte è uno sguardo dentro ognuno di noi: può esprimere la gioia, la tristezza, il dispiacere, la rabbia… e non importa quanto le persone siano diverse tra loro, l’Arte è una lingua che tutti parlano e comprendono.

L’Arte non è una terra per pochi , ma è terra spaziosa, accogliente, terra di possibilità e che, se accompagnata dal dialogo, ci aiuta ad imparare a pensare e a vivere.
Cito e ricordo una frase di Joseph Beuyus, di cui abbiamo parlato al CCRR:
“ La mia idea è dichiarare che l’Arte è l’unica possibilità di evoluzione, l’unica possibilità di cambiare la situazione del mondo. Ma poi è necessario allargare l’idea dell’Arte per includere tutta la creatività. E se lo si fa, ne consegue logicamente che ogni essere vivente è un artista , un artista nel senso che può sviluppare le proprie capacità. E quindi è necessario inizialmente che la società si preoccupi del sistema educativo , che sia garantita l’uguaglianza di opportunità per l’autorealizzazione”.

Alunni scuole secondarie dell’Istituto


Noi bambini delle classi terze, a nome della Scuola Primaria di Pedrengo, vogliamo ringraziare la Fondazione “BESHARAT” per averci donato queste bellissime stampe fotografiche che rappresentano bambini di paesi lontani, diversi per il colore della pelle, nel modo di vestire, nel modo di vivere…
La nostra scuola sarà ancora più bella quando queste opere verranno collocate sulle pareti dei nostri corridoi.
Ogni mattina i nostri sguardi si incroceranno con gli sguardi di quei bambini e ci permetteranno di immaginare che cosa succede nei diversi luoghi del nostro pianeta TERRA.
ECCO LE IMPRESSIONI DI ALCUNI NOSTRI COMPAGNI…

I bambini hanno dei bei vestiti, specialmente quelli con le piume.

Alcuni sono bambini, altri sono ragazzini e potrebbe darsi che ognuno sia di una nazionalitàdiversa.

Mi chiedo perché tutti hanno gli occhi scuri e nessuno li ha chiari.

Io mi sono chiesta come ha fatto il fotografo a fotografare i bambini mentre saltavano, questa foto esprime gioia.

Questa mostra mi ricorda la pace e ho visto la somiglianza di alcuni bambini con dei miei compagni.

Io ho notato che in quelle foto c’era tanta natura.

Quel bambino con il pallone mi ha fatto ricordare che gli piaceva tanto il calcio, e anche a me…

I bambini delle foto non si vestono come noi, sono felici nei posti in cui vivono.

Il bambino con la palla assomiglia a un giocatore dell’Atalanta… Muriel.

Mi è piaciuto vedere i bambini che costruivano una tartaruga di sabbia… fatta benissimo.

Mentre guardavo un quadro mi sembrava che gli occhi in mezzo luccicassero.

In quasi tutte le foto i bambini sorridono.

In questo momento il nostro pensiero va ad altri bambini come noi che stanno vivendo la guerra… i bambini dell’Ucraina.

A loro dedichiamo questa poesia di Gianni Rodari

LA LUNA DI KIEV
Chissà se la luna
Di Kiev
È bella
Come la luna di Roma,
chissà se è la stessa
o soltanto sua sorella…
“Ma son sempre quella!
- la luna protesta –
non sono mica
un berretto di notte
sulla tua testa!

Viaggiando quassù
faccio lume a tutti quanti,
dall’India al Perù,
dal Tevere al Mar Morto,
e i miei raggi viaggiano
senza passaporto.”

Classi Terze Scuola primaria di Pedrengo


Un Incontro Speciale!!!!



Quando le maestre ci hanno detto che nella nostra scuola sarebbe stata allestita una mostra con tante fotografie, subito ci siamo incuriositi e l’entusiasmo ha toccato il cielo.

Abbiamo cominciato a fare domande su domande:  Quando arrivano?   Dove si mettono?” “ Ma chi le ha fatte?” “Ma sono nostre, nostre? O ce le portano via?  Perchè una mostra? Ma le metteremo in classe? 

Abbiamo fatto così tante domande che le maestre non riuscivano a rispondere a tutte. Noi siamo curiosi di natura!!!

Ci hanno detto di calmarci, che piano piano avremmo capito, che le avremmo viste… E che tutto sarebbe stato scoperto. Dovevamo solo avere un po’ di pazienza!!! 



E poi ECCOLE arrivate nella scuola!!!!

Le maestre e le bidelle le hanno messe tutte in palestra. Noi le avevamo già scorte guardando dalle finestre, mentre giocavamo fuori. Il nostro sguardo arriva sempre prima di tutti!!!!

Le avevamo viste un po’…. E le avevamo già scelte!!! Sapevamo dove andare, quando le maestre ci avrebbero portati in palestra a guardarle.



Quando siamo entrati…. Davanti a noi una nuvola di colori, di forme e di visi di bambini come noi!

Sì, proprio come noi!!! Della nostra età, con i nostri stessi sorrisi, con le nostre stesse lacrime, con i nostri stessi sguardi… con lo stesso naso che cola e che richiede un fazzoletto che sempre hanno le persone che hanno cura di noi.

Bambini come noi, che vivono in posti diversi dai nostri, con abiti della tradizione del loro paese, con cibi diversi dai nostri, con animali che spesso noi ammiriamo nei libri illustrati. 

Ma bambini come noi!!!

Ognuno si è seduto o sdraiato accanto all’immagine che più l’ha colpito… E i nostri pensieri hanno cominciato a volare.

Qualcuno di noi camminava tra le immagini come se fosse un artista circondato dalle sue opere più belle. Ci sentivamo ispirati, importanti! Avevamo qualcosa in comune con quei bambini…. Dovevamo solo guardarli! Quei bambini siamo noi!

Ci siamo messi accanto gli uni, gli altri e abbiamo cominciato a confrontare le nostre idee.

Le immagini erano lì, di fronte a noi. Quei bambini ci parlavano e ci suggerivano pensieri.

Siamo riusciti anche a fare un po’ di silenzio intorno a noi… Cosa che ci riesce assai difficile!!!



Queste alcune pillole di saggezza, che abbiamo lasciato nei nostri scritti….

- Questi bambini non hanno i nostri vestiti, o la tecnologia, ma comunque si divertono giocando a pallavolo;

- questi bambini resistono e non mollano facilmente; a loro basta poco, un po’ d’acqua, del cibo e dei vestiti; ...quei bambini sono poveri e con poco cibo.

- alcuni bambini lavorano duramente e lo fanno per guadagnare soldi e con quei soldi aiutano la famiglia. Lavorano tanto e faticano; lo capisco dai loro graffi e dalle loro ferite

- alcuni bambini vivono dove l’acqua e il cibo scarseggiano

- i bambini che giocano a pallavolo mi fanno pensare che la felicità si ottiene con poco e quando si è felici la  vita  è migliore; mi ricordano me e i miei amici che ci divertiamo con i nostri giochi inventati

- la povertà è brutta, ma con un po’ di felicità va via sempre

- guardando il bambino che si tuffa, mi vengono pensieri tipo che quel ragazzo è molto felice e che a me sta venendo voglia di tuffarmi

- il bambino  salta nell’acqua come se fosse il re delle acque e l’acqua che salta e si divide in piccole goccioline mi fa pensare all’essere liberi

- il bambino che nuota mi fa pensare ai nativi americani; mi fa pensare che nel mondo facciamo tutti cose diverse

- vedo un bambino con un ombrello, senza scarpe, ma con i sandali… Sta camminando su terra bagnata, perché secondo me è solo, senza riparo, senza cibo ed acqua. Mi fa pensare in questo periodo in Ucraina, a tutti i bambini orfani, famiglie bisognose  e con il papà perso in guerra

- la ragazza seduta sulla barca mi fa venire in mente la mia prima volta  a Venezia

- vedo delle mamme ad accompagnare il loro figlio a scuola e quando camminano sono immersi d’acqua. 

questi bambini  che ogni giorno vanno a scuola tra l’acqua mi fanno capire che è proprio vero che volere è potere. La loro voglia di andare a scuola li spinge ad andare nell’acqua. Tutti i sogni si possono avverare



- la scuola circondata dalla giungla… mi fa pensare che noi abbiamo tutto

- queste famiglie hanno case distrutte, hanno poco cibo e acqua; a volte se non abbiamo un gioco, diciamo che siamo sfortunati e invece siamo fortunatissimi

- io vedo una casa distrutta… Mi fa pensare alla guerra. La guerra porta  violenza e lascia tristezza infinita

- vedo una donna  con un ombrellino… E’ bella come è bella la vita



Volevamo ringraziarvi per questo meraviglioso regalo, perché lo sguardo di quei bambini illuminerà la nostra scuola e ci darà la possibilità di pensare che noi siamo tutti legati da un filo sottile…. SIAMO TUTTI FRATELLI


  • Vedo che nelle Filippine ci sono bambini che lavorano spaccando pietre e altri che invece vanno a  scuola.
  • In Vietnam vedo bambini al lavoro, altri che giocano e una bambina che ci mostra il suo sorriso.
  • Nelle Filippine, dopo un tifone, ci sono adulti e bambini che hanno le case distrutte.
  • In Cambogia i bambini si divertono a giocare con l’acqua e i ragazzi sono molto coraggiosi.
  • Vedo in Vietnam un bambino sotto alla pioggia in cammino con ombrello e cartella. Andrà a scuola?
  • Vedo bambini a scuola con poca luce e tanto caldo e mi sembrano tristi.
  • Tutte le immagini hanno qualcosa di triste.
  • In alcune foto vedo che i diritti dei bambini non vengono rispettati: i bambini sono costretti a lavorare e non sono come noi, i bambini vanno a scuola con l’acqua alle ginocchia, alcuni si divertono e altri no, alcuni sono costretti a fare qualche cosa anche se non vogliono, altri non hanno più la casa a causa di un tifone appena passato, alcuni hanno l’ombrello per ripararsi e altri no
  • Penso al diritto all’istruzione e alle emozioni che mi suscitano queste foto: gioia, paura, tristezza…
  • Penso ai bisogni primari: avere un posto in cui vivere, avere soldi per vivere.
  • Penso alla paura del futuro.
  • Penso che tutti i bambini nelle foto hanno i nostri diritti e i nostri doveri, ma non in tutte le foto vengono rispettati. 
  • Ognuno ha dei diritti e dei doveri! Non è giusto che i bambini lavorino perché i bambini hanno il diritto di studiare e di giocare.
  • La bambina in Cambogia è molto coraggiosa a tenere tre ragni addosso. Noi ci spaventeremmo.
  • I bambini nelle Filippine, per andare a scuola, devono camminare nell’acqua, invece noi abbiamo strade pulite per spostarci.
  • La ragazza in Cambogia, anche se ha un ombrello di carta e legno poco resistente, sorride ed è felice.
  • Il bambino in Cambogia fa il bagno nell’acqua sporca di un fiume, invece noi possiamo farlo in una piscina pulita.
  • Il bambino in Vietnam, per andare a scuola, cammina su sentieri infangati, scivolosi e pericolosi.
  • Vedo visi tristi di bambini senza casa, penso a distruzione e tristezza.
  • I diritti dei bambini sono violati: alcuni non hanno più una casa.
  • Vedo dei ragazzi che stanno giocando a pallavolo, ma uno di loro è molto magro (gli si vedono le costole). Mi chiedo come ha fatto il fotografo a fotografarlo così dal basso all’alto.
  • Vedo bambini molto diversi da noi qui in Italia: ci sono alcuni che lavorano anche se non dovrebbero e bambini che hanno perso la casa per motivi metereologici.
  • Ho capito quanto sono fortunata e che siamo tutti uguali anche se qualcuno non la pensa così.
  • Manca empatia: dovremmo metterci tutti nei panni degli altri per vedere e provare la sofferenza di perdere qualcuno, di non poter andare a scuola, di lavorare anche a cinque anni.
  • Vedo una classe al suo interno e mi hanno colpito le sedie appoggiate sui banchi, come quando la mia mamma pulisce il pavimento. Osservo che però ci sono bambini già seduti, quindi ipotizzo che chi arriva in classe si deve abbassare la sedia da solo e si debba preparare da solo il proprio posto.
  • Alcune espressioni dei bambini mi sembrano felici, invece altre mi sembrano un po’ infastidite e scocciate. Forse questi ultimi bambini abitano lontano e ogni giorno, dopo aver camminato a lungo, devono togliersi da soli la sedia pesante di metallo dal tavolo. In questa classe ci sono bambini di età diverse, quindi si tratta di una classe mista. L’aula è arredata con alcuni ventilatori a soffitto, quindi penso faccia caldo. Nella lezione in cui è stata scattata la foto, credo che stessero facendo matematica perché la bambina in primo piano ha aperto il quaderno di matematica.
  • Guardando queste immagini mi sono sentita triste perché ho visto la povertà e la sofferenza che nessuno dovrebbe mai provare.



IL SILENZIO DELLA VITA

Aria tersa

di emigrazione

povertà,

disoccupazione

cambiamenti climatici.

Il bambino

prova ad orientarsi

giornate in silenzio

un pianto dirotto

tra gli sguardi,

alla fine della giornata,

bisogna fare qualcosa.

ANGELICA E TALHA



UN GIOCO SOLO NOSTRO

Ti voglio bene

ho bisogno di un po’ di tempo

per tornare a sorridere.

Non riuscivo a pronunciare bene

e’ un gioco solo nostro.

Ci divertiamo

a confondere le lingue tra di loro.

Siamo un solo popolo

e abbiamo tutti una sola lingua.

VIRGINIA E LEONARDO




L’IMPORTANZA DELLA LIBERTA’

Se avessimo voltato lo sguardo altrove 

e ci illudessimo che non ci riguardi

riusciremmo a far luce in questa notte.

Se riusciremo a guardare il mondo,

come un luogo che appartiene a tutti,

incontreremo gli altri

per costruire un mondo privo di confini,

avventure da vivere

opportunità da cogliere

sogni da avverare

voci che provengono dal mondo

bellezza dell’incontro.

Se tendo l’orecchio,

sento che cominciano a dare frutti

i semi del futuro.

Tendi l’orecchio anche tu

Riuscirai a sentirli.

ANGELICA 

IO VENGO DAL PAESE CHE NON C’E’

Io vengo dal paese che non c’è,

se mi chiedi per quali motivi,

se è un posto bello o brutto

io non so risponderti:

ricordi miei

vengo dalla mia famiglia.

Ricordo il mare in tempesta,

 ricordo il tempo della navigazione:

Non si può raccontare!

Ricordiamo tutto 

puntando lo sguardo lontano,

per trovare la bellezza ovunque

per moltiplicare il tempo

per vincere lo spazio.

DARIA E CHIARA

DUE MONDI DIVERSI

Sorride sempre,

il suo sorriso è dolce 

È come una carezza fatta agli altri.

Lei parla poco

dice “Grazie!”,

il suo sorriso dice tutte queste cose assieme.

Era serena, si vedeva.

Finalmente si sentiva al sicuro.

Aveva imparato poco

ma ha capito

che c’è un mondo diverso

Da quello in cui è cresciuta.

 MARTA E YOSSEF

CAPIRE CON POCO

Non sono riusciti a capire.

Mia madre

non  aveva molto con sé.

Chi ti giudica, non si rende conto.

Non tutti possono capire

La povertà che costringe

talvolta anche a mentire.

Pur di sopravvivere

è meglio tacere.

MARIAM E MARTINA

IO SONO IO

Ho conosciuto altri bambini come me.

Vivo,

studio molto,

non mi perdo nulla.

Vivere li’?

Lontano.

Ho pensato a lungo

Che essere estranei

Può voler dire

Un sentimento

Una scelta.

E loro cosa pensano?

EMMA E GIULIA

UGUALI O DIVERSI?

Bambini

Proviamo sentimenti,

respiriamo aria

camminiamo sulla terra.

Bambini uguali a me,

bambini diversi da me.

Non abito in palafitte,

non mangio gli stessi cibi,

siamo uguali ma diversi.

Però una cosa è certa:

tutti i bambini hanno 

gli stessi diritti e gli stessi doveri.

GIORGIA



STORIE VERE

Storie vere 

in un tempo vicino

protagonisti bambini e bambine

ragazzi e ragazze.

Raccolta di sguardi

di voci

di lingue differenti.

Tra le parole,

nella luce che le illumina,

vedo piccoli gesti.




Alunni Classe Quinta Scuola Senza Zaino Di Rosciate